Liberazione

Giovedì 2 dicembre 2010

 

Beffa di Tremonti, stop a centomila vincitori di concorso

 

di Fabrizio Salvatori

 

Una costosa macchina dei concorsi pubblici nella pubblica amministrazione italiana, 100.000 vincitori ed idonei di pubblici concorsi (secondo dati Cgil) che, una volta terminate le procedure concorsuali, restano anche per svariati anni in attesa dell’assunzione, tre miliardi l’anno sperperati in consulenze e affitti per grandi strutture di ricezione. E’ questo uno dei tanti disastri provocati dal blocco del turn over e dal milleproroghe nella pubblica amministrazione.

Si tratta di una questione di cui si è sempre parlato molto poco, evidentemente per motivi di convenienza. Il problema maggiore sta proprio nel fatto che il Paese non conosce tutta la verità sui pubblici concorsi. La pubblicazione di nuovi bandi viene sempre ampiamente pubblicizzata, ma non avviene lo stesso per quanto accade dopo, ossia per la situazione con cui gli ”sfortunati” vincitori si trovano successivamente costretti a confrontarsi.

L’assurdità maggiore sta nel fatto che le pubbliche amministrazioni possono procedere all’indizione di nuovi concorsi solo previa autorizzazione della Funzione pubblica per la necessaria copertura finanziaria. Ma una volta proclamati i vincitori la copertura finanziaria pare non esistere più, e tanti giovani sono costretti a vivere in una forte situazione di incertezza anche per parecchi anni. D’altro lato, il bisogno cronico di personale negli uffici pubblici porta al nascere e consolidarsi di un altro grosso problema, quello degli interinali e precari nella Pubblica Amministrazione. Ne deriva una situazione sconcertante: da un lato vincitori ed idonei di concorso non assunti e disoccupati per svariati anni e dall’altro l’accentuarsi del fenomeno del precariato. Ovvero, una situazione di grande difficoltà per tantissime persone, sia vincitori di pubblici concorsi che interinali, tutti allo stesso modo beffati da un sistema pubblico inefficiente, che da un lato non riconosce ai vincitori di concorso il diritto conquistato sul campo all’assunzione a tempo indeterminato e dall’altro alimenta fatue speranze di stabilizzazione in coloro che hanno sottoscritto solo un contratto di lavoro a tempo determinato.

I vincitori ed idonei di pubblico concorso hanno quindi deciso di tentare un’azione comune, al fine di sensibilizzare maggiormente le istituzioni e soprattutto l’opinione pubblica, costituendosi nel Comitato Nazionale XXVII Ottobre (dalla data della prima manifestazione comune tenutasi dinnanzi a Montecitorio).

Oggi stesso ci sarà l’incontro tra alcuni rappresentanti del Comitato XXVII Ottobre e il presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, Claudio Moffa. La commissione Lavoro, è stata, per il momento, l’istituzione più sensibile, che ha mandato una “raccomandazione” al Governo. L’obiettivo del comitato è quello di salvaguardare almeno le graduatorie. La scadenza, infatti, è attualmente, tra i 24 e i 36 mesi.

Al momento hanno aderito al Comitato i vincitori ed idonei degli ultimi concorsi banditi dal Comune di Roma (Istruttori amministrativi ed Educatrici di asilo nido), dal Ministero di Grazia e Giustizia (Psicologi per istituti penitenziari), dall’Inps (Ispettori di vigilanza), dall’Inail (Funzionari amministrativi), dal Ministero dell’Interno (Assistenti amministrativi contabili e Collaboratori amministrativi), dal Miur (Amministrativi di categoria C e B), dal Ministero Difesa (Personale civile amministrativo per vari profili e mansioni), dal Mipaaf (Amministrativi), dal Mibac (Funzionari amministrativi), dal Politecnico di Bari (Amministrativi), dalla Provincia di Roma (Amministrativi), dalla Regione Campania (Istruttori amministrativi e Funzionari), dall’Ice.

 

Liberazione, giovedì 2 dicembre 2010