La Voce di Tutti

Mercoledì 27 ottobre 2010

 

Comitato 27 ottobre. Il malcontento delle vittime del turn over

 

di Claudio Palazzi

 

Ancora proteste. Il “governo del fare”, coadiuvato da alleati politici che sembravano redenti ma che altro non poteva essere se non un miraggio, è impegnato a risolvere i problemi “veri” degli italiani, cioè il blocco dei processi con effetto retroattivo per le alte cariche dello Stato e il divieto dell’uso delle intercettazioni come materiale probatorio per incriminare ogni sorta di criminale. Intanto però gran parte della popolazione fa letteralmente “la fame”. Si potrebbero  citare i “raccoglitori” di pomodori in Calabria e Basilicata o gli abitanti di Terzigno sommersi dai rifiuti impegnati in una vera e propria guerriglia, oppure  i ricercatori delle università pubbliche privati di ogni speranza di assunzione e così via. Ma oggi i protagonisti dello scontento, dovuto al malgoverno, sono le vittime del turnover bloccati fino al 2013 dalla Manovra Tremonti, attraverso un meccanismo che permette di assumere solo il 20% dei vincitori dei concorsi per alcune regioni, mentre in altre il blocco è totale.

Il 27 ottobre, in Piazza Montecitorio, hanno manifestato i comitati costituiti dai vincitori non assunti di diversi concorsi. Tra gli istituti che hanno risentito del blocco c’erano: l’Ice, l’Inps, l’Inail, la Difesa, la Regione Campania, il Comune di Roma e molti altri ancora. Durante il presidio ogni comitato è intervenuto per raccontare le singole esperienze concorsuali. È stato dato spazio, inoltre, ai rappresentanti del mondo politico e sindacale che hanno partecipato a titolo personale per evitare qualsiasi politicizzazione esprimendo la loro solidarietà. Ovviamente non è mancata la presenza di diverse testate giornalistiche.

Le palesi conseguenze provocate dalle scelte economiche effettuate dal “malgoverno” sono state evidenziate attraverso le rivendicazioni dei comitati della manifestazione. Il blocco del turnover impedisce il ricambio generazionale, provocando un invecchiamento dell’amministrazione e della burocrazia che inevitabilmente diventa sempre più lenta, anacronistica e inefficiente. Oltre al fatto che obbliga sempre la Pubblica Amministrazione a usufruire di personale esterno,  il che comporta comunque  un costo. Per alimentare la gerontocrazia, infatti, la Pubblica Amministrazione privilegia, come “consulenti esterni” i propri ex lavoratori oramai pensionati,  togliendo, senza alcuna motivazione plausibile, ulteriori possibilità lavorative  alle nuove generazioni e portando l’età media dei propri dipendenti alla più alta d’Europa.

Il paradosso che va creandosi è accentuato dal fatto che comunque i concorsi continuano a essere indetti, facendo scadere così le graduatorie precedenti. Le grosse file di disoccupati, che, secondo i dati Istat, sono  allarmanti, vengono sempre più ingrossandosi anche grazie alla concorrenza dei giovani vincitori di concorsi che, nonostante abbiano tutte le carte in regola e i diritti per poter svolgere il proprio lavoro, attendono da tempo di uscire da quest’empasse.

La semplicità delle richieste dei manifestanti in Piazza Montecitorio è in concreto quasi disarmante: l’assunzione fino ad esaurimento riserve dei vincitori dei concorsi superati con anni di studio e di fatica, a cui quindi spetta di diritto il posto di lavoro. Al momento ovviamente  è difficile che la classe dirigente  riesca a recepire questa richiesta essendo troppo impegnata a fare leggi ad personam per salvare tutti i personaggi politici (e non solo) che abbiano a che fare con procedimenti penali. E intanto gli italiani soffrono e i giovani sono senza speranze.

 

La Voce di Tutti, 27 ottobre 2010