Europa Quotidiano

Venerdì 29 aprile 2011

 

Vincitori di concorso, i nuovi disoccupati

di Cesare Damiano

 

Secondo il Comitato XXVII Ottobre sorto per difendere i loro diritti, sono almeno 70mila. Stando alle stime della Cgil sono ancora di più: circa 100mila. Tutti giovani, o quasi. Sono i vincitori e gli idonei di concorso che, a distanza di mesi e in molti casi di anni, ancora non hanno ottenuto il posto nella pubblica amministrazione conquistato spesso a prezzo di pesanti sacrifici. Una volta superate le prove e pubblicata la graduatoria definitiva, l’immissione in ruolo che spetta loro di diritto viene continuamente rimandata. Tanto che si può dire si sia creata, come se non bastassero gli effetti già provocati sul piano occupazionale dalla crisi, una nuova categoria di disoccupati: i vincitori e gli idonei di concorso non assunti.

Non c’è comparto della pubblica amministrazione ad essere risparmiato dal fenomeno. Ministeri, sanità, enti locali (è il caso dei comuni di Roma e di Napoli), scuola, sono tutti coinvolti. Addirittura amministrazioni strategiche per il welfare del paese, quali l’Inps e l’Inail. Anche in questo caso la responsabilità è del governo. Oltre ai problemi di bilancio, propri dei singoli enti, a rendere la situazione ancora più difficile è infatti il blocco delle assunzioni – operante fino al 2013 – pervicacemente perseguito dal governo Berlusconi. Mentre a farla diventare paradossale è il fatto che, nonostante tutto, si continuano a bandire – e a svolgere – nuovi concorsi. Che hanno come unico risultato quello di creare altri finti occupati, destinati a restare per mesi, o per anni, senza la prospettiva di poter accedere ad un lavoro.

La macchina concorsuale, infatti, non si è fermata. Solo nel 2010 ne sono stati banditi più di 7mila, con un costo rilevantissimo per le casse pubbliche. Nonostante i 70-100mila vincitori in attesa e nonostante il ministro Brunetta abbia dichiarato la presenza nella pubblica amministrazione di 300mila esuberi.

Per impedire lo sperpero di denaro pubblico e ridare certezze ai lavoratori, il Partito democratico ha presentato una propria proposta di legge andata in discussione alla commissione lavoro della Camera a partire da ieri. Due gli obiettivi di fondo. Vietare alle pubbliche amministrazioni di bandire concorsi in assenza di una determinazione precisa di fabbisogno di personale, effettuata in base a una programmazione triennale, e imporre un termine di tre mesi dalla data di pubblicazione delle graduatorie entro il quale l’amministrazione di competenza deve procedere all’assunzione dei vincitori di concorso.

Non solo. Oltre a una norma transitoria, che consente l’assorbimento delle graduatorie già esistenti prima che si proceda all’apertura di nuovi bandi, la proposta di legge del Pd prevede anche lo sblocco del turn over che ha finora impedito alle amministrazioni pubbliche di procedere alle assunzioni. In Italia ci sono già troppi disoccupati ai quali non è il caso di aggiungere i vincitori di concorso non assunti.

Sui temi del lavoro, soprattutto di quello giovanile, è giunto il tempo di condurre, come Pd, una battaglia aperta per il cambiamento di una situazione insostenibile.

L’avvio della discussione sulla nostra proposta di legge su vincitori e idonei di concorso può essere un buon inizio.

 

 

Europa Quotidiano, 29 aprile 2011