City

Lunedì 13 giugno 2011

 

Dateci finalmente il lavoro che abbiamo vinto

 

Alessio Mercanti guida il comitato “XXVII Ottobre”, che tutela i diritti di tutti i vincitori di concorsi pubblici ancora in attesa di assunzioni

 

di Laura Zangarini

 

 

Alessio, il 20 giugno scenderete in piazza a Roma per protestare. Contro cosa e perché?

Noi protestiamo contro il blocco del turn-over: l’ultima finanziaria ha “stoppato” le assunzioni fino al 2013. Per risparmiare sulla spesa pubblica, oggi, per legge, enti e amministrazioni pubbliche possono assumere solo fino al 20 % di chi va in pensione: nel 2014 si arriverà al 50% e solo dal 2015 si tornerà ad assumere tante persone quante ne escono. Sempre che, nel frattempo, non vengano decise ulteriori proroghe all’attuale 20%. Questo il “cosa”. Il perché è presto detto: i vincitori di concorso non solo hanno acquisito un diritto sancito dall’art. 97 della Costituzione, ma hanno anche rispettato la meritocrazia tanto sbandierata dal ministro Renato Brunetta.

 

Dunque?

Dunque hanno studiato per anni, hanno rincorso il sogno di un lavoro a tempo indeterminato in un ente pubblico, e sono riusciti a vincere anche un concorso. Ma poi non hanno ottenuto il lavoro che gli spettava.

 

Quanti sono oggi i vincitori e idonei di pubblico concorso in stand-by?

Secondo la stima del nostro comitato circa 70 mila. Stando alle cifre della Cgil, molti di più: circa 100mila. Giovani, ma non solo, che una volta superate le prove e pubblicata la graduatoria definitiva, si sono visti continuamente rimandare l’immissione in ruolo che spetta loro di diritto.

 

È così in tutta la pubblica amministrazione?

Sì. Nessun comparto è stato risparmiato: ministeri, sanità, enti locali (come nel caso dei comuni di Roma e di Napoli), scuola. Con, in più, un surreale paradosso.

 

Quale?

Che, nonostante tutto, si continuano a bandire – e a svolgere! – nuovi concorsi, o si lasciano scadere le graduatorie per poterne poi stilare di nuove. Con un risultato grottesco: creare altri finti occupati, destinati a restare per mesi, o per anni, senza la prospettiva di poter accedere a un lavoro.

 

Scherzi?

Affatto. Nonostante i 70-100mila vincitori in attesa e nonostante il ministro Brunetta abbia dichiarato la presenza nella pubblica amministrazione di 300mila esuberi, solo nel 2010 sono stati banditi più di 7mila concorsi. Con una spesa, per le casse dello Stato (ovvero per le nostre tasche), rilevantissima.

 

Qualche cifra?

Ti cito quelle di un’inchiesta del quotidiano La Repubblica, secondo cui lo Stato spenderebbe per le procedure concorsuali circa 3 miliardi l’anno. In media, i commissari di concorso ricevono un gettone che può variare da 123 a 309 euro, più un ulteriore “bonus” per ogni compito esaminato che varia da 0,1 a 0,5 euro. Totale: per concorsi con 15 mila partecipanti si può arrivare a ricevere anche 7.500 euro.

 

Quali sono invece i costi per un candidato che vuole partecipare a un concorso pubblico?

Oltre a libri, pasti e hotel per sostenere le prove lontano da casa? Ti dico solo questo: l’anno scorso il Comune di Roma ha pubblicato 22 bandi di concorso per 1.995 posti. I disoccupati che hanno fatto domanda, circa 300 mila, hanno pagato 10 euro a testa per presentare la documentazione.

 

Il 20 giugno in piazza a protestare ci sarai anche tu. Che il lavoro ce l’hai.

Sì, ho vinto un concorso all’Inail nel 2001, ma solo dal 2009 ho un contratto a tempo indeterminato. Posso dunque dire di essere passato in parte attraverso l’esperienza che stanno vivendo i giovani che oggi protestano.

 

Quali sono le vostre principali rivendicazioni?

Le questioni prioritarie sono: 1) modifica del blocco del turn over; 2) l’immediata assunzione dei vincitori ed idonei di concorsi pubblici; 3) l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di coprire i propri fabbisogni di personale attingendo alle graduatorie dei concorsi pubblici fino al loro esaurimento, prima di procedere con l’indizione di un nuovo concorso; 4) la proroga delle graduatorie dei concorsi pubblici relative ai concorsi indetti dalle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni.

 

Che risposta vi aspettate dalla politica?

Dalla precedente manifestazione del 27 ottobre del 2010, da cui viene il nome del comitato che guido, è nata la proposta di legge presentata dall’on. Cesare Damiano (Pd) per il graduale assorbimento di coloro che hanno vinto i concorsi intervenendo sulle percentuali del turn-over. Questa legge è ancora in discussione. Chiediamo l’accelerazione dei tempi di approvazione, e che il “governo del fare” finalmente faccia.

 

 

City, 13 giugno 2011