Interrogazione a risposta scritta 4/09569, presentata da Giovanni Paladini (IDV)

Atto Camera

Venerdì 19 novembre 2010, seduta n. 398


PALADINI, PORCINO, BORGHESI e DONADI. - Al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione. - Per sapere - premesso che:


le procedure concorsuali per l'assunzione nei ruoli della pubblica amministrazione per una prassi negativa che è purtroppo consolidata e rappresenta quasi la regola, si concludono con la selezione di vincitori che non vengono assunti o con liste di idonei che vengono lasciate decadere;


ogni giorno vengono rivolte ai parlamentari numerose richieste da parte dei cittadini che chiedono che questa situazione cessi e che vi sia la certezza, quando si vince un concorso pubblico, che a questo conseguirà l'assunzione;


ad oggi non è dato sapere quanti siano i vincitori di concorsi banditi dalla pubblica amministrazione che non sono stati assunti e quanti selezionati risultino inseriti nelle liste degli idonei;


è vero che negli ultimi anni ci sono state continue limitazioni alle nuove assunzioni, ma al contempo sono stati banditi nuovi concorsi o assunti lavoratori interinali, quando bastava scorrere le liste dei vincitori di concorsi precedenti, per ricoprire gli stessi ruoli, oltretutto con notevole risparmio di risorse pubbliche e private;


l'indizione dei bandi di concorso ha un costo rilevante per le casse pubbliche e il loro protrarsi per anni ne aggrava la spesa, ma costano moltissimo in termini economici anche ai cittadini che vi partecipano, i cui sforzi non è possibile che vengano vanificati;


non di poco rilievo sono anche: il contenzioso giudiziario generato dalle mancate assunzioni e i costi che questo genera per il bilancio dello Stato; gli oneri che derivano a carico della macchina della giustizia amministrativa, già molto oberata;


la prassi che si denuncia è dunque contraria ai principi del buon andamento della pubblica amministrazione;

è necessario modificare le regole che disciplinano la materia dei concorsi pubblici al fine di ridurre lo sperpero di denaro pubblico anche su questo fronte e assicurare il buona andamento della pubblica amministrazione;


vanno poi introdotte misure che nel rispetto dei principi del buon andamento della pubblica amministrazione, dell'affidamento dei cittadini e dei rapporti tra questi e la stessa pubblica amministrazione, tutelino le aspettative di quanti risultano vincitori di concorso o sono inseriti in liste di idonei, superando l'orientamento della giurisprudenza secondo la quale i vincitori di un concorso pubblico e tanto più i candidati risultati idonei all'esito della procedura selettiva pubblica, non sono titolari di un diritto soggettivo alla nomina, potendo l'amministrazione non procedervi nei casi in cui sia venuta meno la necessità o la convenienza di ricoprire i posti messi a concorso ovvero in cui si siano verificati mutamenti oggettivi delle condizioni relative alla nomina;


va introdotta uniformità tra i concorsi pubblici al fine di semplificare le procedure. Ad esempio, non appare opportuno che ci siano concorsi nei quali le graduatorie dei vincitori rimangono efficaci per un termine predeterminato dalla data della loro pubblicazione per eventuali coperture di posti per i quali il concorso è stato bandito e che successivamente ed entro tale data dovessero rendersi disponibili, ed altri concorsi in cui ciò non è previsto. Lo stesso dicasi per lo scorrimento delle liste dei selezionati risultati idonei;


quanti siano i concorsi della pubblica amministrazione già espletati che, ad oggi, presentano graduatorie con vincitori di concorso non assunti e liste di idonei ugualmente non assunti, con l'esatta indicazione della eventuale data di scadenza dell'efficacia delle graduatorie. (4-09569)

 

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