COMITATO NAZIONALE XXVII OTTOBRE

Il Coordinamento Nazionale

 

COMUNICATO STAMPA N. 4-2011

 

In data 30 marzo u.s. veniva approvata dal Governo, su proposta della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, una risoluzione riguardante il personale somministrato presso l’INPS, ed il cui testo, seppur di pubblico dominio, viene di seguito riportato.

 

Testo unificato delle risoluzioni 7-00470 e 7-00511

La XI Commissione,

premesso che:

il comma 28 dell'articolo 9 del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, riduce del 50 per cento rispetto alla spesa sostenuta nell'anno 2009 la spesa delle pubbliche amministrazioni, oltre che per il personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche per i contratti di formazione lavoro, gli altri rapporti formativi e la somministrazione di lavoro;

la disposizione si applica a partire dall'anno 2011 alle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, alle agenzie, incluse le agenzie fiscali, agli enti pubblici non economici, alle università e agli enti pubblici di cui all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo n. 165 del 2001;

il comma 6 del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, al fine di garantire l'operatività degli sportelli unici per l'immigrazione nel completamento delle procedure di emersione del lavoro irregolare prevede il rinnovo di un anno dei contratti a tempo determinato del personale operante presso i suddetti sportelli;

anche l'Inps è soggetta alle Limitazioni di spesa per il personale in conseguenza della disciplina sul blocco del turn-over. Per l'istituto è indispensabile mantenere l'impiego degli strumenti di lavoro flessibile e, in particolare, il servizio di somministrazione di lavoro a tempo determinato, al fine di conseguire gli obiettivi connessi alle finalità istituzionali, quali il contrasto alle frodi in materia di invalidità civile, la lotta all'evasione contributiva e al lavoro nero e la gestione degli ammortizzatori sociali;

l'INPS sulla base delle disposizioni al momento vigenti si è avvalso di unità lavorative somministrate a tempo determinato con qualifica B1 mediante contratti di appalto, previo esperimento di procedure di svolta del contraente previste dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE);

attualmente è in corso il contratto di somministrazione con scadenza 31 marzo 2011, che vede impiegate 1.240 persone che, di conseguenza, perderanno a breve il lavoro, incrementando le file dei disoccupati se non verrà modificata entro detta scadenza la legge; già 550 persone hanno perso il lavoro dal 1o gennaio 2011 (sempre lavoro a somministrazione);

le disposizioni in materia di riduzione delle risorse umane per l'Inps comporteranno una riduzione del personale a vario titolo impiegato pari al 6 per cento dell'attuale forza lavoro, con inevitabili ricadute sull'operatività dell'ente, in particolare delle sedi territoriali, già provate delle recenti fuoriuscite per sopraggiunti limiti di età e/o di anzianità;

il Governo ha accolto diversi ordini del giorno vertenti su materie analoghe ed in particolar modo, accogliendo gli ordini del giorno Gatti 9/4086/228, Pisacane 9/4086/276 e Damiano 9/3778/23 si è impegnato a garantire la prosecuzione dell'operatività delle amministrazioni interessate, che si avvalgono di personale precario, attraverso la proroga dei contratti di lavoro del personale assunto a tempo determinato presso l'INPS o con contratti di collaborazione o in convenzione con le agenzie di somministrazione al fine di garantire i servizi prestati e la compierà ed efficiente operatività dell'Istituto;

si auspica che, ove fosse necessario un periodo transitorio per la realizzazione degli interventi previsti, possano essere utilizzate le risorse attualmente disponibili presso gli enti previdenziali per evitare che vi siano interruzioni di continuità occupazionale, che comportino un nocumento funzionale-amministrativo,

impegna il Governo:

ad assumere le iniziative di competenza per rimuovere, in tempi compatibili con quanto esposto in premessa, il vincolo normativo attualmente vigente, tenendo fede agli impegni assunti più volte in Assemblea, permettendo la prosecuzione dell’impiego di lavoratori con contratti di somministrazione di lavoro operanti presso gli enti previdenziali, con l'obiettivo di assicurare i medesimi livelli di servizio attraverso l'impiego di personale in grado di far fronte agli effetti conseguenti dall'applicazione delle disposizioni in materia di riduzione delle risorse umane, senza peraltro determinare forme di stabilizzazione del rapporto di lavoro suscettibili di alterare il quadro normativo vigente per tutta la pubblica amministrazione e fermo restando il diritto dei vincitori di concorso.

(8-00115)

«Gatti, Poli, Antonino Foti, Fedriga, Gianni, Damiano, Scandroglio, Bellanova, Pelino, Saltamartini, Barani, Stagno D’Alcontres, Bobba, Rampi, Codurelli, Schirru, Madia, Miglioli, Mosca, Berretta, Santagata, Boccuzzi, Mattesini, Gnecchi, Cenni, Tullo, Cesa, Ruggeri, Naro, Galletti, Occhiuto, Anna Teresa Formisano, Tassone, Nunzio Francesco Testa, Dionisi, Delfino, De Poli».

 

Come è facilmente comprensibile, l’impegno attribuito al Governo è racchiuso nell’assunzione ad adottare provvedimenti normativi atti ad ottenere la sola “prosecuzione dell’impiego di lavoratori con contratti di somministrazione di lavoro operanti presso gli enti previdenziali”. Ovvero, garantire la continuità nell’erogazione di servizi essenziali senza “peraltro determinare forme di stabilizzazione del rapporto di lavoro suscettibili di alterare il quadro normativo vigente per tutta la pubblica amministrazione e fermo restando il diritto dei vincitori di concorso”.

 

Ora, alla luce di quanto sopra riportato, appaiono altamente fuori luogo alcuni commenti inviati da più parti all’indirizzo di alcuni firmatari della risoluzione stessa. In particolare, è emblematica la situazione venutasi a creare all’interno del blog dell’Onorevole Cesare Damiano. Dove numerosissimi commenti, dai toni “decisi”, hanno invaso la pagina riguardante la suddetta risoluzione.

 

Orbene, non è nostra intenzione voler condizionare le opinioni altrui, né adoperarci per una difesa d’ufficio nei riguardi dell’On. Damiano che, tra le altre cose, non ne ha bisogno.

 

Certo, ci è difficile pensare come si possa, in alcuni casi, inveire contro chi dall’inizio ha sempre sostenuto in prima persona la nostra battaglia. Ma ci risulta estremamente facile dissociarci nella maniera più categorica da tutti quei commenti che, seppur nati in un momento di forte “passione”, determinano una mancanza di educazione nei confronti di un'altra persona. Politico, sindacalista, ministro che sia.

 

Siamo sempre stati i primi a rivendicare con forza, laddove necessario, le nostre legittime rivendicazioni. Anche cimentandoci nella dialettica più critica e dura. Addirittura mettendo “nero su bianco” le illusioni propinateci da alcuni esponenti politici. Ma lo abbiamo sempre fatto,e lo continueremo a fare, nel rispetto dei nostri interlocutori.

 

Così come non ci stancheremo mai di ricordare che l’ultima cosa che vogliamo è aprire uno scontro generazionale. Alimentare una guerra tra poveri. Considerare l’altro come l’unico motivo della nostra disillusione.

 

Uno scontro frontale, in un momento dove è forte il bisogno di coesione generazionale e sociale, genererebbe esclusivamente ulteriore conflittualità. Lascerebbe sul campo solamente un numero sterminato di “vinti”.

 

Noi non vogliamo che questo accada. Non vogliamo togliere ai poveri per dare ai poveri. Vogliamo continuare a lottare contro un sistema iniquo, adoperando tutti gli strumenti democratici e legali che abbiamo a disposizione. Ma, soprattutto, vogliamo farlo continuando ad alimentarci del rispetto della persona e della dignità ad essa imprescindibilmente riconosciuta.

 

Per il Comitato XXVII Ottobre

Alessio MERCANTI – Presidente

Cinzia NANNIPIERI – Vice Presidente