“Lavoro dignitoso per i giovani”

 

ILO – Villa Aldobrandini

Via Panisperna 28

 

Roma, 10 maggio 2012

 

INTERVENTO COMITATO NAZIONALE XXVII OTTOBRE

 

“L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. (art. 1 Costituzione.)

 

L’articolo numero uno di ogni Costituzione è un po' il suo slogan. Racchiude o dovrebbe racchiudere tutto lo spirito e tutti gli ideali, tutte le speranze e tutte le aspettative di un popolo. Purtroppo, molto spesso nel Nostro Paese si diffondono dati e statistiche in materia di occupazione giovanile, o meglio di disoccupazione giovanile (marzo +35,9%), che delineano scenari sempre più oscuri per il futuro di milioni di ragazze e ragazzi. Numeri impressionanti che, di volta in volta, tendono ad aumentare vertiginosamente, cacciando nell’oblio tutte le speranze di chi cerca invano di affacciarsi al mondo del lavoro nella speranza di potersi costruire un futuro dignitoso.

Troppo spesso, però, si tende ad espungere da questi dati quelli che, a Nostro avviso, racchiudono meglio la drammatica situazione che stiamo attraversando. Troppo spesso, infatti, ci si dimentica di ricordare che oggi, in Italia, esistono circa 100mila vincitori ed idonei di concorsi pubblici non assunti. 100mila giovani che formano una categoria “ibrida”, a metà strada tra il posto fisso ed il lavoro precario, inseriti in un limbo indefinito che genera incertezza e frustrazione (tutto ciò in quanto essendo portatori di uno status anomalo, quale quello di vincitore e/o idoneo di concorso non ancora assunto, pertanto di, tra virgolette, “soggetto in attesa di imminente chiamata”, molto spesso gli viene negato anche l’accesso a tutte le varie forme di lavoro precario). Un piccolo esercito di giovani ragazze e ragazzi che, per accedere ad un pubblico impiego, hanno deciso di intraprendere la difficile strada delineata dall’art. 97 della Costituzione Italiana, piuttosto che avventurarsi nel più pianeggiante cammino della raccomandazione e che, da troppo tempo, attendono invano di vedersi riconosciuto quel posto di lavoro meritatamente guadagnato a fronte di enormi sacrifici personali ed economici.

Purtroppo, però, le misure per contenere spesa pubblica e livelli occupazionali contenute nelle manovre che si sono susseguite negli ultimi 3 anni hanno ulteriormente allungato questa attesa, impedendone, di fatto, le assunzioni programmate. Tra queste, la più importante è contenuta nel meccanismo stabilito dall’art. 66, comma 7 del DL. 112/2008, che ha ridotto, per gli anni 2010 e 2011, dal 60 al 20% il tetto massimo di turn over applicabile alle Pubbliche amministrazioni, successivamente prorogato al 2014 da altri due provvedimenti governativi, il DL. 78/2010 (art. 6, comma 5) ed il DL. 98/2011 (art. 16). Un meccanismo, quello della riduzione del turn-over, che ha drasticamente dilatato i normali tempi di immissione in servizio dei vincitori e/o idonei da parte delle amministrazioni interessate. Se a tutto ciò aggiungiamo i vari decreti taglia-organico imposti alle Amministrazioni centrali negli ultimi tre anni, possiamo facilmente comprendere l’enorme portata della problematica rappresentata.

Come Comitato, fin dalla Nostra nascita, avvenuta il 27 ottobre 2010, abbiamo cercato in tutti i modi di portare all’attenzione del mondo politico e sindacale questa assurda situazione; ci siamo sempre battuti affinché il merito e le competenze di tantissimi giovani non venissero mortificate o, ancora peggio, esportate al di fuori del Nostro paese. Una battaglia che ci ha visto dialogare con tutte le forze politiche presenti in Parlamento attraverso specifiche audizioni in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, ottenendo un ruolo da protagonista nella stesura della proposta di legge C. 4116 - Damiano e abb. -, licenziata dalla predetta commissione, in sede referente, in data 25 gennaio 2012 ed attualmente in attesa di presentazione in Aula dopo aver superato il vaglio delle commissioni competenti (Lavoro – Bilancio – Cultura – Affari Costituzionali – Giustizia – Finanze). Un testo basato su alcuni meccanismi chiave: Blocco dei concorsi pubblici per il triennio 2012-2014; obbligo per le amministrazioni pubbliche di attingere alle graduatorie concorsuali vigenti quando si tratta di procedere all'assunzione di pari o analoghe figure professionali previste nei bandi dei concorsi ai quali si riferiscono le graduatorie medesime; proroga al 31 dicembre 2014 di tutte le graduatorie concorsuali approvate successivamente al 30 settembre 2003. Una proposta che, come abbiamo visto, ha la capacità di coniugare rigore e sviluppo, consentendo da un lato, attraverso il momentaneo blocco dei concorsi pubblici, l’effettiva assunzione di coloro che già li hanno superati, e dall’altro un risparmio per il bilancio pubblico di circa 3 miliardi di Euro annui per spese concorsuali. Una proposta di legge fondamentale per il ripristino della meritocrazia quale valore fondante di una società troppo spesso adagiata sul nepotismo e sull’incapacità di valorizzare competenze e professionalità.

Ma, come già accennato in precedenza, questa importante iniziativa legislativa è in attesa di essere calendarizzata e discussa, e speriamo approvata, dall’Aula di Montecitorio.

Ora, non sappiamo se e quando questa proposta vedrà la luce, ma siamo comunque convinti che una eventuale bocciatura della proposta in questione sarebbe solamente un’altra occasione persa per cercare di riportare al centro dell’iniziativa politica il tema del lavoro e del merito come leve in grado di aiutare la ripresa del sistema paese.

 

Portale del lavoro dignitoso, News, 14.05.2012